Aree ad elevato pregio naturalistico e triste destino..
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La mappa delle olimpiadi invernali del 2006 dissemina gare ed eventi in montagna sul territorio di 9 diversi comuni; 9 piccoli paesi, ad eccezione di Pinerolo, ove la furia umana si scatenerà come mai è riuscita a fare da queste parti: 

tribune fisse in calcestruzzo, acciaio ed altri materiali per decine di migliaia di posti a sedere, altre grandi strutture potenzialmente amovibili (ma chi sa se poi lo saranno mai) per altre migliaia di persone, distese di nuove piste da sci, nuovi stadi come il calcio per il bob ed il salto dal trampolino, seggiovie quadriposto. Gli scavi si faranno con le mine, come ad Albertville per le olimpiadi del 1992?
E poi loro, le strade di accesso a tutti gli impianti, strade servibili in ogni stagione e quindi sopratutto asfaltate, con i parcheggi in quota che si riempiranno poche volte in decenni...si, il volto della montagna sta cambiando, ma chi ne è autore si renderà responsabile, tra l'altro, di cancellare e/o di danneggiare specie vegetali, animali e paesaggi che invece necessitavano di attenta tutela.

E non si poteva neanche dire "erano zone di poca importanza": nel bacino che verrà colpito dai "giochi" sono presenti 3 Parchi Naturali -Orsiera-Rocciavrè, Gran Bosco di Salbertrand, Val Troncea- e più di una decina di siti naturalistici di pregio. 
Un pregio non frutto della nostra fantasia ma dell'Unione Europea, del Ministero dell'ambiente, dell'Enea, della Regione Piemonte che insieme avevano individuato e catalogato le aree denominate "bioitaly". 
I progetti originali di Torino 2006-candidatura inseriscono il mega-stadio del salto dentro uno di questi siti.

Qui sotto, come l'Enea definisce l'importanza dei siti Biotaly 
(estratto dal sito www.amb.casaccia.enea.it)
 

BIOITALY    Biotopes Inventory Of Italy

L'inventario della vita

La natura, che una volta dominava incontrastata, è oggi confinata in pochi ultimi spazi
all'interno dei quali le specie animali e vegetali, sopravvissute agli sconvolgimenti prodotti
dall'uomo sul territorio, trovano ancora le condizioni sufficienti per continuare a
sopravvivere.

Sono piccole isole in mezzo al mare delle attività umane dove flora, quale la Primula di
Palinuro, la Stella alpina, la Pianella della Madonna, l'Abete delle Nebrodi, il Pino loricato
e fauna, quale l'Orso bruno marsicano, l'Aquila reale, la Foca monaca, il Lupo, la Lontra
ancora si riproducono; la loro sopravvivenza è però minacciata.

L'assalto continuo dell'uomo al loro già limitato territorio, l'isolamento e la
frammentazione degli habitat minacciano seriamente la loro esistenza.

     Conoscere per proteggere

La perdita anche di una sola specie costituisce un danno incalcolabile per la natura, con
conseguenze spesso non prevedibili anche per le attività umane.

Il primo indispensabile strumento per la protezione e la conservazione della natura è la
conoscenza. Occorre individuare cosa proteggere e dove.

E' nato allora BIOITALY, il progetto del Servizio Conservazione della Natura del
Ministero dell'Ambiente che con il supporto delle Regioni, delle istituzioni scientifiche,
delle associazioni ambientaliste e dell'ENEA è partito alla ricerca delle ultime isole di
natura dove salvare i naufraghi di un pianeta che un tempo conciliava presenza umana e
diversità della natura.

L'esigenza, a carattere ormai transnazionale, di identificare un ruolo unico nelle politiche
ambientali nasce dalla necessità di tutelare gli ambienti naturali indipendentemente dai
confini geografici al fine di programmare una continuità di intenti nelle opere di
conoscenza, salvaguardia e utilizzazione.

     Per uno sviluppo compatibile

Se l'Italia, insieme agli altri partners europei, riuscirà nell'intento di promuovere gli
obiettivi di conservazione prima che l'irreversibilità dei processi di crescita sociale non ne
compromettano le matrici, forse potranno essere avviati prototipi di modelli di sviluppo
alternativo capaci di fornire nuovi traguardi all'evoluzione della vita dell'uomo sulla Terra.

Il progetto Bioitaly, finanziato dalla Unione Europea,è stato avviato dal Ministero
dell'Ambiente attraverso il Servizio Conservazione della Natura proprio in attuazione della
Direttiva Habitat 92/43 del 21 maggio 1992 e in virtù delle disposizioni della Legge 6
dicembre 1991, n. 394, "Legge quadro sulle aree protette".

     Per una tutela responsabile

Le linee fondamentali di tale progetto riguardano la raccolta, l'organizzazione e la
sistematizzazione delle informazioni sull'ambiente ed in particolare sui biotopi, sugli
habitat naturali e seminaturali di interesse comunitario al fine di indirizzare specifiche
forme di tutela e di gestione degli stessi.

Attraverso l'istituzione di due Comitati, quello Scientifico e quello Tecnico, e con il
supporto tecnologico e organizzativo dell'ENEA, sono state sviluppate le linee guida per la
realizzazione delle diverse fasi del progetto.

La prima fase, esauritasi formalmente il 30 giugno 1995 ha previsto, con l'incarico alle
Regioni e alle Province Autonome, attraverso la stretta collaborazione delle istituzioni
scientifiche e in particolare con il coordinamento scientifico della Società Botanica
Italiana, l'Unione Zoologica Italiana e la Società Italiana di Ecologia e con il supporto di
una segreteria tecnica e di una rete informatica predisposte dall'ENEA, la redazione di un
primo elenco ufficiale di siti di interesse comunitario da sottoporre alla Commissione
Europea in applicazione della Direttiva. La lista è stata aggiornata nei mesi successivi
(dicembre 1995).

Unitamente all'elenco sono stati forniti i dati riguardanti anche le motivazioni ecologiche
(habitat e specie) che ne giustificano la comunicazione. La fase si è formalmente conclusa
con l'invio alla Commissione di circa 2700 siti di interesse comunitario (SIC).

Per la prima volta l'Italia fa parte di un primo gruppo di paesi che ha adempiuto per
tempo agli obblighi della Direttiva. Ciò è stato possibile grazie alla stretta collaborazione
tra il Ministero dell'Ambiente, le Regioni, le istituzioni scientifiche e le associazioni
ambientaliste.

     Per una gestione integrata

La seconda fase, che si è esaurita nel dicembre 1997, oltre a comprendere il
completamento del censimento delle aree, sono state completate le schede Bioitaly
relative ai siti di importanza nazionale e regionale (SIN e SIR). Ora si prevede la messa a
punto di sistemi di verifica sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie nonchè
l'individuazione di criteri per la valutazione di appropriate azioni di tutela.

Entro l'anno 2000 verrà così realizzata una rete di aree protette che rappresenterà un
punto di riferimento di respiro continentale.

L'insieme delle informazioni acquisite dal progetto Bioitaly costituiranno inoltre la base
della Carta della Natura che rappresenterà lo strumento indispensabile per
l'individuazione delle linee fondamentali di assetto del territorio per l'attuazione delle
relative politiche.
 
 

Ma, siamo sicuri, si tratta di documenti che nessuno di color che aveva potere decisoinale avrà mai letto, nè conosciuto. E pensare che sarebbe bastato così poco...
 

Dati e foto del sito "Area Boscata tra Pourrieres e Laval" presso Pragelato: segui il link

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