BIOITALY
Biotopes Inventory Of Italy
L'inventario
della vita
La
natura, che una volta dominava incontrastata, è oggi confinata in
pochi ultimi spazi
all'interno
dei quali le specie animali e vegetali, sopravvissute agli sconvolgimenti
prodotti
dall'uomo
sul territorio, trovano ancora le condizioni sufficienti per continuare
a
sopravvivere.
Sono
piccole isole in mezzo al mare delle attività umane dove flora,
quale la Primula di
Palinuro,
la Stella alpina, la Pianella della Madonna, l'Abete delle Nebrodi, il
Pino loricato
e
fauna, quale l'Orso bruno marsicano, l'Aquila reale, la Foca monaca, il
Lupo, la Lontra
ancora
si riproducono; la loro sopravvivenza è però minacciata.
L'assalto
continuo dell'uomo al loro già limitato territorio, l'isolamento
e la
frammentazione
degli habitat minacciano seriamente la loro esistenza.
Conoscere per proteggere
La
perdita anche di una sola specie costituisce un danno incalcolabile per
la natura, con
conseguenze
spesso non prevedibili anche per le attività umane.
Il
primo indispensabile strumento per la protezione e la conservazione della
natura è la
conoscenza.
Occorre individuare cosa proteggere e dove.
E'
nato allora BIOITALY, il progetto del Servizio Conservazione della Natura
del
Ministero
dell'Ambiente che con il supporto delle Regioni, delle istituzioni scientifiche,
delle
associazioni ambientaliste e dell'ENEA è partito alla ricerca delle
ultime isole di
natura
dove salvare i naufraghi di un pianeta che un tempo conciliava presenza
umana e
diversità
della natura.
L'esigenza,
a carattere ormai transnazionale, di identificare un ruolo unico nelle
politiche
ambientali
nasce dalla necessità di tutelare gli ambienti naturali indipendentemente
dai
confini
geografici al fine di programmare una continuità di intenti nelle
opere di
conoscenza,
salvaguardia e utilizzazione.
Per uno sviluppo compatibile
Se
l'Italia, insieme agli altri partners europei, riuscirà nell'intento
di promuovere gli
obiettivi
di conservazione prima che l'irreversibilità dei processi di crescita
sociale non ne
compromettano
le matrici, forse potranno essere avviati prototipi di modelli di sviluppo
alternativo
capaci di fornire nuovi traguardi all'evoluzione della vita dell'uomo sulla
Terra.
Il
progetto Bioitaly, finanziato dalla Unione Europea,è stato avviato
dal Ministero
dell'Ambiente
attraverso il Servizio Conservazione della Natura proprio in attuazione
della
Direttiva
Habitat 92/43 del 21 maggio 1992 e in virtù delle disposizioni della
Legge 6
dicembre
1991, n. 394, "Legge quadro sulle aree protette".
Per una tutela responsabile
Le
linee fondamentali di tale progetto riguardano la raccolta, l'organizzazione
e la
sistematizzazione
delle informazioni sull'ambiente ed in particolare sui biotopi, sugli
habitat
naturali e seminaturali di interesse comunitario al fine di indirizzare
specifiche
forme
di tutela e di gestione degli stessi.
Attraverso
l'istituzione di due Comitati, quello Scientifico e quello Tecnico, e con
il
supporto
tecnologico e organizzativo dell'ENEA, sono state sviluppate le linee guida
per la
realizzazione
delle diverse fasi del progetto.
La
prima fase, esauritasi formalmente il 30 giugno 1995 ha previsto, con l'incarico
alle
Regioni
e alle Province Autonome, attraverso la stretta collaborazione delle istituzioni
scientifiche
e in particolare con il coordinamento scientifico della Società
Botanica
Italiana,
l'Unione Zoologica Italiana e la Società Italiana di Ecologia e
con il supporto di
una
segreteria tecnica e di una rete informatica predisposte dall'ENEA, la
redazione di un
primo
elenco ufficiale di siti di interesse comunitario da sottoporre alla Commissione
Europea
in applicazione della Direttiva. La lista è stata aggiornata nei
mesi successivi
(dicembre
1995).
Unitamente
all'elenco sono stati forniti i dati riguardanti anche le motivazioni ecologiche
(habitat
e specie) che ne giustificano la comunicazione. La fase si è formalmente
conclusa
con
l'invio alla Commissione di circa 2700 siti di interesse comunitario (SIC).
Per
la prima volta l'Italia fa parte di un primo gruppo di paesi che ha adempiuto
per
tempo
agli obblighi della Direttiva. Ciò è stato possibile grazie
alla stretta collaborazione
tra
il Ministero dell'Ambiente, le Regioni, le istituzioni scientifiche e le
associazioni
ambientaliste.
Per una gestione integrata
La
seconda fase, che si è esaurita nel dicembre 1997, oltre a comprendere
il
completamento
del censimento delle aree, sono state completate le schede Bioitaly
relative
ai siti di importanza nazionale e regionale (SIN e SIR). Ora si prevede
la messa a
punto
di sistemi di verifica sullo stato di conservazione degli habitat e delle
specie nonchè
l'individuazione
di criteri per la valutazione di appropriate azioni di tutela.
Entro
l'anno 2000 verrà così realizzata una rete di aree protette
che rappresenterà un
punto
di riferimento di respiro continentale.
L'insieme
delle informazioni acquisite dal progetto Bioitaly costituiranno inoltre
la base
della
Carta della Natura che rappresenterà lo strumento indispensabile
per
l'individuazione
delle linee fondamentali di assetto del territorio per l'attuazione delle
relative
politiche.