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NO
A FINANZIAMENTI PUBBLICI A TORINO 2006, ENTE PRIVATO
Apprendiamo
dai media che si riuniranno domani giovedì 11 novembre a Roma il
Presidente del C.I.O. -Comitato Internazionale Olimpico- Rogge, il Presidente
del Consiglio Berlusconi, il Presidente del Toroc “Comitato per l’Organizzazione
dei XX Giochi Olimpici Invernali – Torino 2006” Castellani, per la firma
di un “Protocollo d’Intesa” in relazione ai noti, e ben pubblicizzati dalla
stampa nazionale, dissidi interni al suddetto Comitato Organizzatore per
la seria situazione economica in cui esso apparentemente versa.
Da
articolo di stampa di questi giorni si apprende che il Sig. Castellani
in tale sede romana avrebbe in mente di chiedere al Governo italiano di
assumersi la responsabilità finanziaria dei deficit del “Toroc”.
Lecito è attendersi il medesimo atteggiamento da parte del Sig.
Rogge.
Lo
scrivente Comitato Nolimpiadi!, ai sensi delle Direttive CEE e delle norme
della contabilità pubblica applicabili in materia diffida il Presidente
del Consiglio dei Ministri dal fare ciò: “Toroc” non è infatti
un ente pubblico, bensì, come auto-sostenuto, un ente privato. Lo
stesso C.I.O., superiore gerarchico del “Toroc”, è ente privato
di diritto svizzero.
A conferma
dell’essenza del suo status privatistico, il “Toroc” ha resistito in giudizio
avanti il T.A.R. Piemonte sostenendo non solo di non essere ente pubblico,
ma neppure Organismo di Diritto Pubblico. Il T.A.R. (sentenza 362/04) ha
confermato le teorie “Toroc” sostenendo – citiamo la sentenza - che “neppure
nella disciplina contrattuale…è dato ravvisare alcuna disposizione
idonea a rendere pubblicisticamente rilevante l’attività del Toroc”.
Vi
è di più: le Autorità governative italiane, oggetto
del reclamo n.2002/4172 presentato alla Commissione Europea dallo
scrivente Comitato (che sosteneva la qualità di O.d.P. di “Toroc”
e la conseguente violazione della normativa CEE in materia di appalti di
servizi da parte dello Stato Italiano), hanno sostenuto le teorie circa
una natura privatistica del Toroc in occasione di riunioni con funzionari
CE a Roma e con lettere 7 dicembre 2001 e 25 marzo 2002 indirizzate alla
CE stessa.
La
Commissione Europea su tali basi, ha concluso archiviando il caso non ritenendo
“Toroc” un Organismo di Diritto Pubblico, in particolare proprio perché
le Autorità italiane avevano chiarito che “il Comitato deve finanziarsi
essenzialmente con i proventi della sua attività, non avendo ricevuto
alcun conferimento dagli enti fondatori successivamente alla sua costituzione,
e, soprattutto, non gode di alcun meccanismo automatico di copertura delle
perdite”. Gli scriventi, sulla base dell’esperienza di precedenti edizioni
“olimpiche” chiusesi in deficit ritenevano invece al contrario che tale
meccanismo non potesse non esistere e che lo si dovesse individuare nella
nota del Presidente del Consiglio Prodi prot. SP14783/98, parte integrante
del contratto C.I.O. – Comune di Torino – “Toroc” che spiegava “...nonostante
le previsioni relative alla gestione dei Giochi Olimpici invernali di Torino
del 2006 conducano ad un risultato finanziario di equilibrio, in ossequio
alla richiesta espressamente avanzata dal CIO alle città candidate,
ci si impegna a far fronte ad eventuali oneri aggiuntivi”.
Dunque secondo lo Stato membro Italia tale documento non costituiva una
garanzia del Governo per i deficit del “Toroc”.
Ebbene
negli ultimi giorni - in modalità scoordinata e contraddittoria
rispetto a quanto ufficialmente sostenuto per anni da “Toroc” e dalle Autorità
nell’ambito di comunicazioni, controversie legali, documenti e atti pubblici
- il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, constatata la situazione finanziaria
deficitaria di “Toroc” (del quale, egli è membro del Consiglio di
Amministrazione) ha ricordato (per sollecitare la garanzia governativa
sul “rosso” del “Toroc”) in un’intervista ai media l’esistenza…proprio
di quel documento firmato nel 1998 dal Presidente del Consiglio Prodi che
garantiva l’assunzione di debiti del Comitato Organizzatore: il documento
cioè sul quale gli scriventi avevano chiesto che la Commissione
Europea basasse la propria decisione in favore della rilevanza pubblicistica
di “Toroc” ma che, evidentemente, aveva trovato un ostacolo insormontabile
nelle rassicurazioni fornite, in senso contrario, delle nostre Autorità.
Oggi
quindi è evidente che - se finanziamento a “Toroc” vi sarà
-rimangano solamente due ipotesi con le quali confrontarsi, e che ciascuna
sia carica di conseguenze:
1.
se “Toroc” è un Organismo di Diritto Pubblico che può ricevere
finanziamenti pubblici (diretti o indiretti, es. tramite “lotterie” o “sponsorizzazioni”),
è opportuno che le diverse magistrature competenti indaghino a fondo
sull’identità delle persone fisiche che hanno gestito e diretto
la sua organizzazione sin dal gennaio dell’anno 2000, sulle scelte strategiche
(localizzazioni di impianti, scelte in merito ad appalti, servizi, forniture,
identità dei relativi beneficiari) che “Toroc” ha operato (direttamente
e indirettamente tramite il potere di indirizzo sulla subordinata e pubblica
“Agenzia Torino 2006”), nonché sull’esistenza dei requisiti di pubblica
utilità individuati in relazione ai “XX Giochi Olimpici Invernali
- Torino 2006” che, lo si ricorda, hanno visto sino ad ora erogazioni statali
per miliardi di euro in tutta la città e la provincia di Torino.
Il Governo può senz’altro essere preciso sul punto.
Ci
si aspetta che la Commissione Europea e la magistratura chiedano chiarimenti
alle Autorità italiane che negli anni 2001 e 2002 pervicacemente
negarono la rilevanza di “Toroc” come Organismo di Diritto Pubblico, e
verifichino la genuinità di tali affermazioni/documentazioni alla
luce di quanto oggi viene sorprendentemente sostenuto in senso diametralmente
opposto.
Inoltre,
ci si chiede se non sia il caso che venga valutato il ruolo ricoperto da
Mario Pescante, Sottosegretario, membro del “Toroc”, membro del C.I.O.
e – apparentemente – soggetto destinato a ricoprire per conto del Governo
il ruolo di “supervisore” di “Toroc” in futuro.
2.
Se “Toroc” è viceversa organismo privato, si chiede formalmente
alla Commissione Europea di intraprendere le necessarie iniziative in relazione
alle Direttive CEE applicabili, e alle magistrature di verificare la legittimità
qualitativa e quantitativa dei finanziamenti pubblici che verranno erogati
(lo si ripete, direttamente o indirettamente) a “Toroc”.
Inoltre,
ci si chiede se non sia il caso che vengano valutati i ruoli ricoperti
negli anni da alcuni soggetti ed in particolare da Valentino Castellani,
già sindaco di Torino e presidente del “Toroc”, Sergio Chiamparino,
attuale sindaco di Torino e membro del C.d.A. “Toroc” e Mario Pescante,
Sottosegretario, membro del “Toroc”, membro del C.I.O. e – apparentemente
– destinato a ricoprire per conto del Governo il ruolo di “supervisore”
di “Toroc” in futuro.
Comitato
Nolimpiadi!
Comitato
Nolimpiadi!
No
olimpiadi 2006 a Torino.
Fuori
le olimpiadi da Torino!
Fuori
le olimpiadi dal sistema solare!
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